- teatro
Incontro con Dea Loher (DE)
14 LUGLIO / ore 18.00
Goethe-Institut Rom
Nell’ambito di R.A.C.cordi Anulari! di R.A.C. – Regist_ a confronto, si incontrerà l’opera “Paese senza parole” insieme all’autrice Dea Loher. Il testo, scritto nel 2007 dopo un soggiorno dell’autrice a Kabul, nasce da una crisi del linguaggio di fronte alla realtà della guerra. Una pittrice occidentale si muove in una città devastata, cercando una forma possibile per restituire ciò che vede. Ma più l’orrore si manifesta, più la rappresentazione si incrina. Come si racconta quando le parole non bastano più? Il monologo attraversa il limite della rappresentazione e interroga il ruolo dell’artista: tra necessità di testimonianza e rischio di appropriazione del dolore.
Dea Loher è nata a Traunstein, in Baviera. Ha studiato Filosofia e Germanistica presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera e, dopo un lungo soggiorno in Brasile, dal 1990 ha frequentato il Corso di scrittura scenica alla Hochschule der Künste di Berlino. Nel 1991 il suo primo testo teatrale, Olgas Raum, è stato rappresentato in prima assoluta all’Ernst-Deutsch-Theater di Amburgo. Già il suo secondo lavoro, Tätowierung, si è affermato a livello internazionale. Con Fremdes Haus è iniziata nel 1995 una collaborazione continuativa con il regista Andreas Kriegenburg. Numerosi i soggiorni all’estero, soprattutto in Sud America, dove ha vissuto e lavorato a più riprese. I testi teatrali di Dea Loher sono tradotti in oltre 30 lingue e vengono messi in scena in tutto il mondo. Nel 2013 è stata ammessa alla Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung (Accademia tedesca per la lingua e la poesia). Più recentemente ha scritto per il Tokyo-Engeki-Ensemble l’opera Frau Yamamoto ist noch da, rappresentato in prima assoluta contemporaneamente a Tokyo e a Zurigo e nominata “Opera dell’anno 2025” dalla rivista Theater heute. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Else-Lasker-Schüler-Preis (2006), il Premio Bertolt Brecht (2006), il Premio di drammaturgia di Mülheim (1998 e 2008), il Premio letterario di Berlino (2009), il Premio Joseph Breitbach (2017) e il Premio Samuel Bogumil Linde (2020).